Più tutela per il latte Fresco
Roma, 21 gennaio 2003
NON SOLO CIOCCOLATO: PIÙ TUTELA PER IL LATTE FRESCO, FILIERA “MADE IN ITALY” DA OLTRE 600 MILIONI DI EURO E MIGLIAIA DI OCCUPATI
Franco Cervelin, presidente di Frescolatte, chiede un intervento governativo a favore delle produzioni lattiero-casearie italiane alla vigilia del convegno nazionale Unalat.
“Una presa di posizione giusta quella a tutela del cioccolato di qualità, ma teniamo presente che l’Italia occupa solo la parte finale nella filiera produttiva di questo prodotto. Perché non mobilitarsi, allora, con la stessa risolutezza e fermezza per la tutela del latte fresco che riveste in Italia un ruolo di primo piano, con un fatturato di migliaia di milioni di euro e una filiera completa che nasce e si esaurisce per intero sul territorio nazionale?”
A pochi giorni dal convegno di Unalat (Roma 23 gennaio) sulla qualità della produzione del latte fresco a garanzia dei consumatori, Franco Cervelin, presidente di Frescolatte, l’associazione che riunisce le più importanti aziende italiane del latte fresco, torna a parlare della recente mobilitazione in favore del cioccolato, chiedendo una seria presa di posizione anche a tutela del comparto lattiero-caseario. “Abbinare la denominazione latte fresco con durata diversificata in relazione al processo tecnologico impiegato costituisce una distorsione nel percorso produttivo. Pertanto è necessario che si arrivi a una durata unica per tutte le tipologie di latte fresco impiegato che, secondo gli attuali standard di produzione, lavorazione e controllo non può essere superiore a sei giorni più uno dalla data di pastorizzazione.”
Uomo, prodotto e territorio sono per Frescolatte, l’associazione che raccoglie 18 aziende di latte fresco su tutto il territorio con un fatturato di oltre 600 milioni di euro e una produzione di latte pari al 30% del mercato nazionale, fattori di indubbia ricchezza sui quali è indispensabile costruire il futuro della zootecnia da latte italiana e delle fasi della lavorazione che portano direttamente al consumatore. “Solo la Centrale del Latte di Firenze, che presiedo, – prosegue Cervelin – conta 214 dipendenti, che salgono a 1200 con quelli dell’indotto per un fatturato, per i soli prodotti con il marchio Mukki, per il 2002 di 90 milioni di Euro.
La Centrale del Latte di Firenze ritira annualmente oltre 40 milioni di litri di latte raccolti in oltre 170 stalle toscane. Di fronte a questi dati ritengo inevitabile un’intervento urgente e incisivo del governo italiano per tutelare in modo serio il valore aggiunto delle produzioni nazionali, caratterizzate da una qualità data dalla coesistenza di sistemi aziendali moderni e di uno stretto rapporto tra territorio e prodotto. Quanto auspicato da Frescolatte – conclude Cervelin – è indispensabile per distinguere il latte fresco da prodotti derivanti da processi di microfiltratura. Prodotti che confondono le scelte dei consumatori su quale sia il vero latte fresco italiano.”
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