Latte Fresco Scadenza massima 4 giorni
Roma, 25 febbraio 2003
DOPO IL RICORSO DEI CONSUMATORI, DIVIETO DI ETICHETTARE COME FRESCHI PRODOTTI AVENTI UN TERMINE DI SCADENZA SUPERIORE AI 4 GIORNI. FRESCOLATTE ACCOGLIE CON SODDISFAZIONE LA SENTENZA DEL TAR. Cervelin:<< Una decisione che introduce elementi di chiarezza nelle scelte dei consumatori e tutela la filiera lattiero - casearia italiana.>>
“La decisione del TAR del Lazio arriva a sanare una grave distorsione che si stava creando ai danni dei consumatori – afferma Franco Cervelin, presidente di Frescolatte l’associazione delle imprese del latte fresco italiano, commentando la sentenza del Tribunale amministrativo del Lazio che vieta di etichettare come fresco prodotti aventi un termine di scadenza superiore ai 4 giorni – Da oggi – prosegue Cervelin – il latte ottenuto con un procedimento industriale, che consente di prescindere dalla qualità del prodotto alla stalla e dalla sua origine territoriale, non puo’ essere definito fresco e questa è da considerare una vittoria per i consumatori e tutti i produttori della filiera del latte fresco italiano. Non siamo contrari alla tecnologia, ma il latte si fa nelle stalle e solo quello che viene dagli allevamenti zootecnici nazionali deve essere considerato fresco “.
Frescolatte è impegnata, da sempre, nella tutela della filiera lattiero-casearia italiana, e ritiene che le aziende nazionali debbano costituire i motori delle economie locali che basano la propria ricchezza sull’attività zootecnica da latte. “Per questo vogliamo che al consumatore sia data una corretta informazione sulla provenienza del latte e sul fatto che si tratti effettivamente di latte fresco e riteniamo opportuno che sulle confezioni l’etichettatura rechi indicazioni del paese dal quale proviene il latte. In tal modo sarà evidente la tracciabilità del prodotto ed i consumatori potranno scegliere senza dubbi tra un prodotto fresco e uno ottenuto mediante processi di microfiltrazione. Il latte fresco – conclude il presidente di Frescolatte – è una conquista di civiltà e sicurezza alimentare ottenute attraverso decenni di sacrificio dei produttori e non può prescindere dalla qualità e dalla sicurezza del prodotto, ovvero dal rispetto della legge 169/89 e non si possono trovare scorciatoie produttive.”
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