Associazione tutela latte fresco
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Banca del latte materno

Qualche chiarimento sulle Banche del Latte Materno

Da confronti con diversi centri di patologia neonatale appare univoco il consenso sull’utilizzo del latte materno, soprattutto nell’alimentazione del neonato pretermine.
Il grosso limite ad una gestione alimentare che si basa essenzialmente su questo nutrimento è costituito dalla carenza o assenza di latte materno durante i primi due o tre giorni di vita del neonato.
La difficoltà a reperire l’alimento naturale, in particolare nelle nascite di età gestionale molto bassa, porta inevitabilmente all’utilizzo di latte artificiale. Ogni centro che cura neonati dovrebbe avere anche una Banca del Latte Materno che possa garantire i primi pasti del neonato in attesa che la madre, dopo i primi giorni, sia in grado di produrre il latte fresco per il proprio figlio.
La necessità delle banche del latte scaturisce dalla richiesta del latte umano come alimento fondamentale e in qualche caso insostituibile in seno a determinate patologie.
Parliamo in particolare con la dott.ssa Amalia Ambruzzi, responsabile dell’attività della “Banca del Latte Umano”presso l’ospedale Bambino Gesù di Roma, che ha saputo fornire informazioni ed approfondimenti preziosi sull’importanza della banca stessa.

Come funziona una Banca del latte?
Dal 1989 è in funzione in Ospedale, annessa al Lactarium, una Banca del Latte, intesa come punto di raccolta, anche a domicilio, di latte di madri diverse che intendono donare parte del loro latte ad altri neonati: l’alimento viene distribuito, dopo opportuno trattamento, ai piccoli pazienti che ne hanno bisogno.

Come avviene la raccolta?
La raccolta del latte viene effettuata a domicilio, attraverso un servizio di trasporto che provvede a recapitare il latte direttamente presso la sede della Banca, oppure direttamente presso i Reparti di Degenza. Il latte raccolto ed opportunamente conservato viene utilizzato presso l Ospedale, presso altre strutture ospedaliere o, in casi particolari, a domicilio, per i pazienti affetti da alcune patologie.
Mediamente vengono raccolti ogni mese circa 130 litri di latte umano.

Quali sono le patologie che necessitano di questo alimento?
Il latte è necessario, sia per le sue proprietà nutrizionali, sia per le sue proprietà terapeutiche, nei casi di: grave immaturità, grave malnutrizione associata a malattie cardiache congenite o altre malformazioni, malattie gastrointestinali, cerebropatie con malnutrizione, AIDS, pseudo-ostruzione intestinale cronica, disordini metabolici congeniti, gravi intolleranze alimentari, diarrea intrattabile.
L’alimento è stato utilizzato con successo per l’assistenza domiciliare (nei casi di pseudo-ostruzione intestinale e cronica, diarrea intrattabile, severa malnutrizione), in bambini che erano affetti da gravi disturbi neuromotori.

Quali sono le modalità della donazione?
Le nutrici entrano in contatto con la Banca tramite le campagne di informazione interne ed esterne all’Ospedale, promosse dalla Banca. Si possono richiedere informazioni riferendosi direttamente al servizio oppure per telefono e/o posta elettronica.
La selezione delle donatrici avviene con molta cura. Si inizia con un colloquio preliminare e un questionario che viene compilato dalle nutrici, con cui si accerta lo stile di vita e il comportamento alimentare della donna (niente sigarette, non più di due tazzine di caffè al giorno, non più di un bicchiere di vino al giorno, ecc…) e la disponibilità a donare almeno circa 100 ml al giorno di latte.
Insieme al questionario viene consegnata anche una lettera nella quale vengono indicate le successive modalità della donazione.
Vengono eseguiti inoltre esami del sangue per escludere la presenza di malattie infettive contagiose in atto(HBV, HCV, HIV, CMV, VDRL).

Quale supporto educativo viene offerto alle mamme?
Le donatrici interne ed esterne all’ospedale ricevono informazioni ed assistenza volte all’acquisizione di una cultura nutrizionale e sanitaria ottimale sia in gravidanza sia durante l’allattamento. Nell’ambito degli interventi effettuati la motivazione all’allattamento e alla donazione ricopre un aspetto molto importante. La madre viene informata su tutti i vantaggi dell’allattamento in termini biologici, economici e relazionali: in questo modo può prendere la decisione di allattare e donare il proprio latte in maniera attiva e responsabile.
Alle mamme, che offrono la loro disponibilità alla nascita del primo figlio, vengono insegnate nozioni pratiche ed igieniche relative ad una idonea manipolazione del latte materno (estrazione, conservazione e trattamento).

Quali sono le fasi operative?
L’attività della banca si estrinseca attraverso la raccolta, il trasporto, il risanamento, la preparazione, la conservazione e la somministrazione del latte. Il latte raccolto nella Banca viene prelevato dai centri ospedalieri di maternità che vengono contattati telefonicamente dalle dietiste.
Alla Banca vengono portati i biberon prelevati e trasportati in un apposito contenitore termico dal domicilio delle donatrici. Inoltre, dal 1996 è attivo un servizio di Pony-Express che una volta alla settimana effettua il prelievo del latte congelato, dopo che ne è stata accertata l’idoneità alla donazione. Il latte di donna richiede cure particolari che vengono eseguite all’interno del Lactarium per mantenere intatte le proprietà nutrizionali dell’alimento e per evitare contaminazioni batteriche.

Cosa accade successivamente?
I metodi di risanamento e di conservazione del latte umano sono la pastorizzazione, il congelamento e la liofilizzazione; queste operazioni determinano il vantaggio dell’inattivazione batterica e virale, ma anche lo svantaggio di alterare le proprietà nutritive e antinfettive del latte umano.
Dal 1999, sempre presso la Banca del Latte di Roma, il latte donato che non è immediatamente utilizzato viene liofilizzato. Tale metodo dà la possibilità di conservare il latte a lungo termine e di poterlo inviare in località lontane, con un trasporto e una conservazione più facili.

Quali sono le finalità dei vostri interventi?
La banca sostiene la promozione dell’allattamento materno attraverso l’informazione, la divulgazione e l’incentivazione alla donazione e alla pratica dell’allattamento. Questo avviene presso le strutture sanitarie, presso le mamme nutrici, il personale sanitario, enti statali ed enti privati, emittenti radio-televisive locali e nazionali.
La finalità è riuscire a fornire latte di donna ai reparti interni all’ospedale e alle strutture sanitarie del territorio che ne facciano richiesta e ai bambini che ne abbiano necessità al proprio domicilio dopo la degenza ospedaliera.

Sono numerose le mamme che donano il latte?
La banca del latte di Roma vanta circa una cinquantina di mamme che sono donatrici abituali. Il numero delle nuove donatrici è infatti in media di cinquanta l’anno. Il tempo che offrono è relativo alle operazioni che sono necessarie per l’estrazione del latte.
L’utilizzo del latte materno si snoda attraverso un arco di tempo che non è soltanto confinato ai primissimi mesi di vita del neonato.
Passati cinque mesi dal parto il latte materno si impoverisce di proteine, diventando troppo leggero per i neonati: a questo punto però la sua composizione è perfetta per i bambini leggermente più grandi, proprio in quanto più leggero. A questo proposito la dott.ssa Ambruzzi precisa come il latte possa definirsi un “alimento intelligente”, in grado di variare i suoi nutrienti in funzione della crescita del bambino. Addirittura avvengono delle modifiche nella sua composizione anche durante la stessa poppata: verso il termine del pasto il latte diventa più grasso per conferire al piccolo un maggior senso di sazietà.

Le persone sono sensibilizzate sulla questionedella donazione del latte materno?
Come prevedibile, la dottoressa afferma che la categoria più sensibile al problema è quella delle mamme. Le donatrici sono molto coscienti ed estremamente motivate.
C’è comunque bisogno di una maggiore e continua sensibilizzazione al problema, che si lega anche ad una necessità di raccolta di latte che sia costante nel tempo: con riferimento a questo aspetto la banca è costretta a liofilizzare il latte per i mesi di luglio e agosto in quanto nei mesi estivi è molto difficile riuscire a trovare delle donatrici.

Esistono servizi per agevolare le mamme?
A questo proposito è stato inaugurato un ” Centro di estrazione del Latte materno”: questo nuovo piccolo servizio si rivela di grandissima utilità per tutte le mamme che intendono allattare direttamente al seno i loro piccoli, ma, che per vari motivi non sono in grado di farlo, e sono quindi costrette ad estrarlo. Se poi le mamme lo consentono, l’eventuale latte in esubero potrà essere utilizzato per la vicinissima Banca del Latte. In questo spazio sono a disposizione delle donatrici e delle donne ricoverate sei tiralatte automatici. La consegna del latte estratto avviene molto rapidamente: viene suddiviso nei biberon nelle quantità richieste dal reparto e poi pastorizzato.
Nella realizzazione di questo servizio si è cercato di creare un ambiente accogliente e piacevole per tutte le mamme in sosta.